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Tato Russo ha scritto in esclusiva il seguente messaggio ai Lettori di JMIAS.com
"Cari Amici e Lettori di JMIAS.com, dopo un meritato successo di pubblico e di critica, sono particolarmente lieto di comunicare a tutti voi che 'Il Fu Mattia Pascal', da me adattato, diretto e interpretato, ritorna a teatro da gennaio 2012 e proseguirà nei mesi successivi. È una lettura originale di Luigi Pirandello che vi suggerisco di non perdere. Una tournée, da nord a sud, in varie città italiane. Un caloroso saluto." Tato Russo Leggi di più... Programma della tournée: Dal 12 al 13 gennaio Rovereto (Tn) - Auditorium Fausto Melotti Dal 18 al 22 gennaio Ancona - Teatro Sperimentale Dal 27 al 28 gennaio Reggio Calabria - Teatro Francesco Cilea Dal 3 al 12 febbraio Napoli - Teatro Bellini Dal 18 al 19 febbraio Vicenza - Teatro Comunale Dal 21 al 26 febbraio Verona - Teatro Nuovo Dal 23 al 25 marzo Bologna - Teatro Duse Dal 29 marzo al 1 aprile Salerno - Teatro Verdi Date da definire: Arzano (Na) e Ceccano (Fr) |
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Tato Russo (autore, regista, drammaturgo, attore, poeta, musicista, talento multiforme della scena drammatica nazionale, è tra i primi esponenti del teatro italiano...) ha scritto in esclusiva il seguente messaggio ai Lettori di JMIAS.com
"Cari Amici e Lettori di JMIAS.com, che dirvi? Dieci minuti di applausi vi bastano? A noi della compagnia sì. Siamo felici del successo di questo spettacolo. Non immaginavo che Pirandello proposto in questa nuova maniera potesse piacere tanto al pubblico. Spero che possiate venire al Teatro Carcano per rinnovare la vostra passione per il Teatro Vero e per innamorarvi di ognuno dei bravissimi interpreti. A presto." Tato Russo presenta Il fu Mattia Pascal con Katia Terlizzi, Renato De Rienzo, Marina Lorenzi e altri 11 interpreti scene di Tony Di Ronza - costumi di Giusi Giustino - musiche di Alessio Vlad regia di Tato Russo "Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de' miei amici o conoscenti dimostrava d'aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudevo gli occhi e gli rispondevo: - Io mi chiamo Mattia Pascal." Ma cosa corrisponde a un semplice nome proprio? E’ questa la domanda alla quale intende rispondere il protagonista del romanzo di Pirandello che così inizia il suo viaggio attraverso i vari modi d’apparire di se stesso a se stesso e agli altri, il viaggio tra gli intrighi di una vita moltiplicata forse all’infinito che ci impedisce tra convenzioni e compromessi di capire chi siamo veramente... Alla ricerca dell’ES, dell’altra parte di sé, o della propria vera identità. Morire per vivere una vita diversa. Ritrovare attraverso mille morti la propria unica ragione d’esistere. Scoprire la propria vera identità al di là delle convenzioni che ci hanno formato. Insomma viaggiare a ritroso dei sé o dei risultati di sé abbandonando la scorza delle apparenze per tentare una scoperta definitiva del proprio io. Questo il viaggio di Mattia Pascal, nell’abisso della contraddizione tra essere e apparire. La riduzione in commedia tralascia la tecnica della narrazione propria del romanzo e trasferisce ad una dimensione teatrale il racconto. Insomma liberandosi dalla pesantezza d’una proposta troppo vincolata alla struttura letteraria Tato Russo fa propria la materia del testo per riscriverla in commedia nello stesso linguaggio drammaturgico che sarebbe stato di Pirandello nello sforzo palese e riuscito di una costruzione per il teatro, alla maniera insomma che immaginariamente avrebbe operata lo stesso autore del romanzo nel momento in cui avesse scelto di trasferirla in commedia. Il romanzo sembra così recuperato e acquisito al repertorio delle commedie del Nostro in modo definitivo. Mattia Pascal è Tato Russo nel doppio ruolo di Mattia Pascal e di Adriano Meis, ma anche gli altri personaggi che concorrono alla sua vicenda si rincorrono nella storia, interpretata così dagli stessi attori in identità e personaggi diversi, quasi a scegliere di non chiarire affatto, nello spettro delle rassomiglianze, la distinzione tra i vari aspetti della realtà. Mattia e i suoi coinquilini della storia muoiono tutti per rincontrarsi identici nella storia di Adriano Meis e rivivere poi in quella nuova di Pascal. Note di Regia - Tato Russo Ho ridotto per la scena molti romanzi. Più d’ogni altro Il Mattia Pascal mi ha imposto un ritmo forsennato di rifacimenti e rielaborazioni. Un Pirandello troppo giovane, che in sé covava il germe di tutto quello che sarebbe stato, non era facile da ridurre a un tutt’uno omogeneo. Nel romanzo si rincorrono e si agitano infatti tutti i temi che saranno svolti con coerenza acquisita negli anni successivi e che formeranno poi la poetica costante del teatro pirandelliano: si sommano infatti le esperienze giovanili legate al mondo siciliano con le indagini piccolo-borghesi dei vari giuochi delle parti, per sovrapporsi poi alle tematiche del mito e alle intuizioni parafilosofiche dell’età di mezzo, tutto però con approssimazione e quasi come in una sorta di work in progress, di Pirandello in fieri. L’idea registica tuttavia ha concorso a tracciare la strada, ha favorito il percorso drammaturgico e ha dato unità di stile e di intenti alla messinscena. Ho immaginato un gran luogo dei ricordi, uno spazio vuoto di memoria, una perenne evocazione di fantasmi, un sorgere di anime vaganti che man mano prendevano i colori dei personaggi e degli interpreti. Per sottrazione, brandelli di memoria sono stati portati via, come frammenti di esistenza lontana. E con mia sorpresa sono rimasto incantato da come la stessa impostazione scelta per il racconto drammatico svolgesse dall’interno delle sue ragioni la sua strada naturale. Se la regia è e deve essere un progetto organizzativo di parole pensieri e opere, di uomini e tecniche di comunicazione, mi è parso questa volta che uno spirito guida aleggiasse sulle soluzioni e sulle suggestioni volta per volta ricreate: i fantasmi del racconto si sono incontrati certamente con i fantasmi del teatro e gli attori hanno incominciato a viaggiare con grande naturalezza tra personaggi e maschere. Non mi resta da spiegare altro. Spero che l’intuizione che è alla base della regia e della riscrittura sia colta come un dato non mistificatorio ma perfettamente aderente alla realtà del racconto. Buon divertimento. Leggi di più... TOUR 2011 23 Gennaio - Viterbo - Teatro dell’Unione 27-30 Gennaio - Bolzano - Teatro Stabile di Bolzano 31 Gennaio - Lodi - Teatro alle Vigne 1 Febbraio - Busto Arsizio - Teatro Manzoni 17-20 Febbraio - Agrigento - Teatro Pirandello 23 Febbraio - Potenza - Teatro Stabile 24 Febbraio - Venosa - Teatro Lovaglio 25 Febbraio – Gioiosa Jonica (RC) - Teatro Gioiosa 26 e 27 Febbraio - Crotone - Teatro Apollo 1 e 2 Marzo - Rende - Teatro Garden 4-6 Marzo - Carpi - Teatro Comunale 8-10 Marzo - Savona - Teatro Chiabrera 11-13 Marzo - Varese - Teatro Stabile di Varese 16-27 Marzo - Milano - Teatro Carcano 29-31 Marzo - Lugano - Teatro Cittadella 2 Aprile - Gorizia - Teatro G. Verdi 5-10 Aprile - Firenze - Teatro La Pergola 11 e 12 Aprile - Livorno - Teatro Goldoni 15-17 Aprile - Barletta - Teatro G. Curci 19-20 Aprile - Brindisi - Teatro Nuovo Verdi |
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presenta Il Paese degli Idioti da Fedor Dostoevskij commedia classica con 18 attori regia di Alvaro Piccardi con Tato Russo e altri 16 attori "Fomà Fomic è il protagonista del 'romanzo umoristico' di Dostoevskij ''Il villaggio di Stepancikovo e i suoi abitanti''. Il romanzo è del 1859 e Dostoevskij lo scrisse per mettere in caricatura quel mondo di intellettuali inconclusi e inconcludenti, prepotenti e ipocriti, parassiti della società aristocratico-borghese della provincia russa, personaggi che erano numerosi e rappresentativi del suo tempo, ma che non mancano certo anche nel nostro. Nella sua riduzione teatrale Tato Russo ha concentrato la tensione drammaturgica sulla descrizione dei tratti di un piccolo capolavoro d’ambiente, sull’analisi grottesca di un mondo compresso e inibito, succube di un mediocre intellettuale saccente e arrogante, che però, come ispirato da Dio, sa usare toni da demiurgo dell’anima, in grado di dominare l’ignoranza e l’idiozia di un piccolo mondo di provincia. Il nodo centrale della riduzione è quello di una parabola sul potere e sulle sue tecniche di comunicazione: l’arte di influenzare e affascinare gli sciocchi e gli sprovveduti per potere perpetuare il proprio dominio. Una parabola sulla eterna riproposizione del potere che sa reinventarsi perché nulla muti e resti sempre nelle mani di chi sa usare le debolezze e la stupidità degli uomini per vedere soddisfatte le proprie ambizioni, di chi usando un linguaggio alto e di apparente nobiltà, in realtà cerca solo di confermare sé stesso anche con metodi di sopraffazione. Un’occasione per costruire uno spettacolo ispirato e spettacolare nello stesso tempo, divertente e inquietante, dalla comicità stralunata e grottesca, un’occasione per far conoscere un capolavoro poco conosciuto di Fedor Dostoevskij, ripensato attraverso la grande stagione umoristica del teatro russo, e infine un’occasione di incontrare un grande personaggio, i cui echi e rimandi sono di una potente e sconcertante attualità." Leggi di più... TOUR 2010 9 - 14 febbraio Firenze - Teatro Della Pergola 24 - 28 febbraio Brescia - Teatro Sociale 2 - 7 marzo Torino - Teatro Alfieri 16 - 21 marzo Verona - Teatro Nuovo 23 marzo Magenta - Teatro Lirico 24 marzo Rovereto - Auditorium Fausto Melotti 25 - 28 marzo Bolzano - Teatro Stabile 30 - 31 marzo Poggibonsi - Teatro Politeama |
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La Cantatrice Calva di Eugène Ionesco, traduzione e regia Marina Spreafico Con Sig. Smith - Giovanni Calò Sig.ra Smith - Augusta Gori Sig. Martin - Marino Campanaro Sig.ra Martin - Claudia Lawrence Mary, la cameriera - Paola Galli Il Capitano dei Pompieri - Mario Ficarazzo Il Pianista - Mauro Mazzocchi Il Presentatore - Alberto Guerra Spazio scenico Massimo Scheurer Oggetti Ambra Rinaldo Sonorizzazione musicale Walter Prati Luci Piera Rossi Assistente alla regia Lorena Nocera Assistenza tecnica Christian Laface Il disegno è di Marco Zanini Una serata esilarante con la prima eroina dell’assenza, la famosa Cantatrice Calva, un classico del teatro, un classico dell’Arsenale, un classico della modernità. Leggi di più... Due coniugi, il signore e la signora Smith, si trovano nel loro salotto, parlando del più e del meno, quando entra la cameriera Mary annunciando i coniugi Martin, ospiti per la cena di quella sera. Gli Smith decidono così di andare a cambiarsi per accogliere gli ospiti e Mary li fa accomodare nel salotto. Al termine di un dialogo tra i due, basato su coincidenze che li legano, rientrano in scena i padroni di casa. A stento s'inizia una conversazione, ma questa si anima in seguito, grazie ad una contrapposizione tra mogli e mariti. Suonano infatti alla porta per ben tre volte e, non trovando nessuno, la signora Smith giunge alla conclusione, sostenuta anche dalla Martin, che quando suona il campanello della porta non c'è mai nessuno. Gli uomini sostengono che invece non può essercene la sicurezza e, in effetti, al quarto suono, il signor Smith trova il capo dei pompieri. I quattro lo fanno accomodare e lo invitano a raccontare degli aneddoti. Entra allora Mary, che riconosce il pompiere come un suo vecchio amore. Nel frattempo il capo dei pompieri deve congedarsi, poiché deve rientrare in servizio. I signori Smith e i Martin iniziano allora una serie di battute, composte da luoghi comuni inesistenti e scioglilingua senza senso, recitati dapprima in modo glaciale, poi in un animato crescendo. Dal 17 novembre al 6 dicembre 2009 Per Info e Prenotazioni: Teatro Arsenale, via Cesare Correnti 11, 20123 - Milano - Tel. 028321999 - www.teatroarsenale.it |
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presenta Due Dozzine di Rose Scarlatte Con Michel Altieri, Katia Terlizzi Umberto Bellissimo, Letizia Netti Nella riscrittura di Tato Russo Da Aldo De Benedetti Regia Livio Galassi Scene Tonino Di Ronza Costumi Giusi Giustino Musiche Zeno Craig Disegno Luci Roger La Fontaine Leggi di più... Doveva essere Leopoldo Mastelloni il protagonista dell’attesissima commedia "Due Dozzine di Rose Scarlatte" di Aldo De Benedetti, riscritta da Tato Russo... ma poco prima del debutto nazionale, la produzione lo ha sostituito con Michel Altieri, giovane talento della scena teatrale degli ultimi 10 anni, scoperto da Pavarotti. Premia il coraggio di Altieri (30 anni, reduce dal successo dei Musical Profondo Rosso di Dario Argento, Dorian Gray, I Promessi Sposi e prima ancora Rent, e vincitore di diversi premi internazionali come migliore attore) nell’aver rinunciato con fermezza alla vetrina dei reality show (il suo nome era dato per certo a 'Ballando con le Stelle', poi 'La Fattoria', infine Stranamore), e che lo ha portato ad imparare un copione complesso in soli 4 giorni per dare allo spettacolo (scritto nel 1936 per Vittorio De Sica) una chiave di lettura moderna. "Il Teatro, per come lo intendo io, deve anche saper comunicare ai giovani. La riscrittura di Tato Russo di "Due Dozzine..." è esempio di grande modernità: si prende un testo brillante indimenticabile e lo si porta in tempo presente, questo vuol dire re-inventare la tradizione. Bisogna sapere da dove veniamo per sapere dove siamo diretti. Ho detto no ai reality e a certa tv perché dopo anni di duro lavoro a servizio dell’ arte avrei rovinato tutto. Molti, compreso il mio agente, mi hanno preso per matto, ma questo sono io, e questo è il senso del mio lavoro. Che credibilità avrebbe un attore dopo che lo si è visto in mutande 24 ore al giorno?" Al fianco di Altieri, al protagonista femminile Katia Terlizzi (33 anni, moglie di Tato Russo e protagonista di tanti spettacoli come "Troppi Santi in paradiso", "L’Opera da Tre Soldi" e "Il Ritratto di Dorian Gray"). Michel Altieri e Katia Terlizzi sono gli interpreti protagonisti di "Due dozzine di rose scarlatte". Pur se riportato dall'epoca dei telefoni bianchi a quella dei nostri cellulari, resta ancora vivo quell'umorismo raffinato, quel linguaggio dinamico ed effervescente, quella sensualità discreta e garbata che furono gli ingredienti base di una commedia che riscuote successi fin dal suo felice esordio nel 1936. La trama si sviluppa alla maniera della più classica commedia degli equivoci: da un lato un marito (in questo caso un "cantante impegnato in tv") che, per sbaglio, invia alla propria moglie un mazzo di rose destinate alla sua amante; dall'altro la moglie che, lusingata dall'ammirazione di questo sconosciuto, nasconde fiori e relativo bigliettino amoroso al marito! In più ci si mette anche l'amico fedele della coppia che, approfittando della situazione, confessa alla donna di essere lui il misterioso spasimante... Ed ecco che il matrimonio inizia inevitabilmente a scricchiolare, la gelosia divampa e uno smanioso desiderio di evasione soffoca la tranquilla realtà quotidiana dei nostri personaggi. Un testo brillante e divertente ma che dietro la sua leggerezza nasconde quell'infelicità e quell'insoddisfazione che spesso accompagnano l'essere umano costringendolo a una vita claustrofobica e stagnante, in attesa che, prima o poi, arrivi "qualcosa" di nuovo a riaccendere una scintilla di vita, magari... due dozzine di rose scarlatte! "Il brillante adattamento contemporaneo di un 'teatrante’ quale Tato Russo – afferma il regista Livio Galassi – mi ha regalato tutti gli sviluppi della regia. Nella scrittura e nella dinamica delle scene è chiaramente segnato il percorso estetico: non ho fatto altro che seguirlo". In pratica la rilettura di Tato Russo della commedia di De Benedetti altro non è che l’esasperazione del virtuale affidata a quel mazzo di rose che scatena la fantasia sganciandola dal tran tran quotidiano. Dal punto di vista strettamente storico, la commedia si ripropone, come quella originale scritta alla vigilia di una grande tragedia, in un momento di svolta economica epocale per il mondo occidentale e di tensioni in alcune zone. Il sogno, dunque, riacquista il potere di librarsi verso mondi d’incoscienza e illusori. "E’ un piacere interpretare in scena un ruolo classico, giustamente rivisitato, grazie al testo di Tato Russo – dichiara Michel Altieri – perché necessario portare elementi innovativi rispettando la tradizione. Ho accettato con grande piacere di interpretare la figura del protagonista di questa commedia". "Nel dare vita al personaggio di Marina – afferma Katia Terlizzi – mi sono affidata alla rilettura che ne fa della commedia Tato Russo e alla trasposizione in epoca contemporanea dell’impianto. Mai come oggi si sente il bisogno di evadere, cercare una felicità apparente per non subire le afflizioni della vita quotidiana, soprattutto quando tutto ciò avviene all’interno di un mondo borghese ed esasperatamente ripetitivo. Marina è un personaggio che mi affascina perché insegue l’idea dell’amore; è disposta persino ad abbandonare le sue certezze, convinta e decisa di trovare nel fantastico mondo creato dal "mistero" che accompagna il mazzo di rose, tutte le soddisfazioni che non ha avuto. Alla fine ritorna alla realtà perché la disillusione sconfigge l’illusione. Nell’adattamento di Tato Russo – conclude l’attrice – la sofisticata Marina di De Benedetti mette in mostra tutte le eccitazioni e le nevrosi contemporanee che spio negli altri e un po’ in me stessa". Le Date dello spettacolo 31 gennaio - 1 febbraio 2009 Viterbo - Teatro dell'Unione 4 febbraio Aversa - Teatro Metropolitan 5 - 6 febbraio Portici - Teatro Sala Roma 9 febbraio Airola - Teatro Comunale 13 febbraio Vicchio - Teatro Giotto 17 - 22 febbraio Torino - Teatro Erba 3 - 22 marzo Roma - Teatro Sala Umberto 26 - 27 marzo Catanzaro - Teatro Politeama 31 marzo - 5 aprile Napoli - Teatro Bellini 7 aprile Loano - Cinema Teatro Loanese 14 aprile - 3 maggio Milano - Teatro San Babila Il 'Comunicato stampa' quì sopra è scaduto |
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Giornalisti vs Bloggers, il rapporto tra di loro: i Bloggers dovrebbero essere Giornalisti? Si No Non lo so
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